[FAQ]
L'OGGETTO DELL'ATTIVITA'
LIBERO-PROFESSIONALE
QUALCHE ESEMPIO DI COME USARE IL TITOLO
PROFESSIONALE
ALBO PERITI INDUSTRIALI O SEZIONE B
DELL’ALBO INGEGNERI?
L'ABILITAZIONE ALL'ESERCIZIO DELLA
LIBERA PROFESSIONE: IN COSA CONSISTE
LA SCELTA DEL PROFESSIONISTA ISTRUTTORE
free.it.discussioni.periti-industriali (FIDPI)
E-mail: info@StopSpam!periti-industriali.com
(togli StopSpam!)
Comunità virtuale - ambiente di discussione di categoria - gratuito -
al servizio di tutti, sorta spontaneamente nel 2001, indipendente da ordini,
collegi, organizzazioni, lobbi, sindacati o
associazioni.
ATTENZIONE: Nessuno, ad eccezione di questo
ambiente che rende note QUI tutte le iniziative intraprese, è autorizzato a
rappresentare ALTROVE questa comunità in ogni modo, in particolare chiedendo
presunti sostegni o finanziamenti. Tali tentativi, pertanto, sono TRUFFE e
DEVONO essere immediatamente comunicati a noi e denunciati all'autorità
giudiziaria.
Sito web affiliato:
nel caso di problemi di collegamento è
disponibile anche su:
Coordinatore del newsgroup: Per.
Ind. Adespotos.
Questo NewsGroup
nasce il 29-12-2001 da un'idea di Loris Batacchio
<batacchio.loris*infinito.it> incoraggiata e attivamente supportata da: Adespotos, Rinaldo Belluccio,
Luigi Marziani, Osvaldo Bilotto, Andrea Pescante,
Antonio Iovine, Francesco Ferrario,
Ivan Cappelletti, Giuseppe Rivan, Tito Rombo, Gigi Locascio, Ottavio Petrone,
Silvano Rossi, Sabino Del Giudice, Giuliano Quaglia, Heber
D'Alberto.... (e altri colleghi, affettuosamente
insistenti, dei quali non riporto i nomi).
Intanto, tutti i fondatori sono grati a
Sergio di www.mynewsgate.net per aver messo a
disposizione il proprio utilissimo sito anche per postare su questo NG
attraverso:
www.mynewsgate.net/main.php?ng=free.it.discussioni.periti-industriali
Grazie anche a Pierangelo di www.progesis.net
che ha fatto altrettanto.
www.progesis.net/newsportal/thread.php?group=free.it.discussioni.periti-industriali
Anche il prestigioso motore di ricerca
e newsreader mondiale GOOGLE ospita il nostro ng:
http://groups.google.it/groups?hl=it&lr=&ie=UTF-8&group=free.it.discussioni.periti-industriali
A seguito dell'impegno di valorosi colleghi, alla fine di settembre 2002 il
newsgroup si è arricchito di uno spazio web -un vero e proprio contenitore
utilizzabile anche da altri colleghi desiderosi di contribuire- accessibile
dagli URL:
Dall'inzio
del 2004 è disponibile sullo stesso sito www.periti-industriali.com
un'utilissima chat che permette, a chi si registrerà, di effettuare delle
conversazioni in tempo reale con la garanzia dell'anonimato, di scambiarsi dei files in tutta riservatezza. Da dicembre 2005 è disponibile sul sito www.periti-industriali.com un
Forum (nostro) con ambiti specialistici e professionali multidisciplinari moderati
da colleghi esperti.
Questo MANIFESTO, aggiornato al 18-01-2010
è esplicativo ed orientativo per i visitatori. Esso contiene le FAQ (Frequent Asked Questions) e verrà aggiornato e ripetuto nella
pubblicazione con periodicità sistematica.
Dopo mesi di sperimentazione di
gestione di un NG con [TAG] di categoria su:
it.lavoro.professioni
l'esigenza di un NG specifico dei periti industriali si è rivelata forte,
soprattutto alla base del fatto che non tutti riuscivano a postare i loro
messaggi sul NG moderato della gerarchia it.*
Il NG si propone di esporre
pubblicamente, in modo da renderle visibili a tutti, le questioni della
categoria che altrimenti verrebbero *solo ed esclusivamente* trattate
dall'organo ufficiale di stampa del Consiglio Nazionale dei periti industriali
"Folio".
Lo spunto critico si origina proprio da
una ravvisata poco lucida gestione dei vertici di categoria, soprattutto nelle
scelte strategiche e politiche che hanno portato i periti industriali
dall'inizio degli anni novanta ad oggi ad un un'umiliante
agonia e crisi d'identità.
Non è condiviso a questo riguardo che
tutte le libere professioni siano in declino. A quella dei periti industriali è
sempre mancata, ma mai come adesso, la *coscienza dell'identità* e ne sono
prove la quasi assoluta inconsapevolezza delle proprie future potenzialialità degli studenti degli ITI, la titubanza
degli stessi professionisti sulle proprie competenze e la disarmante
*remissività* dei periti industriali di fronte alla totalità dei soprusi del
legiferatore e dei professionisti di altre categorie.
Responsabili di questo sono individuati
proprio quei vertici di categoria che dovrebbero, invece, ben tutelare
innanzitutto l'immagine e poi gli interessi comuni dei liberi professionisti
con le necessarie autorità ed aggressività.
Elencare i recenti naufragi di
categoria sarebbe eccessivo e poi, purtroppo, sono sotto gli occhi di tutti.
Con questo NG ci si propone non solo di
autoconfrontarsi e -se possibile- autotutelarsi,
ma anche di:
- discutere delle proprie esperienze
organizzative professionali;
- trattare argomenti tecnici anche
molto specifici e relativi alle diverse specializzazioni professionali al fine
di affinarli;
- assistere i giovani professionisti al
fine di agevolare il loro orientamento ed inserimento professionale;
- agevolare i praticanti nella loro
ricerca nozionistica e professionale;
- ragguagliare gli studenti degli ITI e
universitari dei corsi di Laurea (L) su argomenti tecnico-scientifici e
legislativi che riguardano la loro formazione e la loro possibile futura
configurazione professionale;
- creare una piattaforma di discussione
anche per i docenti degli ITI e dei corsi di Laurea (L) che ne volessero
usufruire;
- richiamare i colleghi periti
industriali dipendenti e non iscritti all'albo (e ve ne sono migliaia) al
confronto sulle più disparate tematiche che li vedono quotidianamente
impegnati, dai vertici più alti alle mansioni meno gratificanti delle aziende
presso cui lavorano, ma comunque come soggetti
essenziali per la vita produttiva della loro realtà;
- aprire un tavolo di discussione con
tutti coloro -visitatori qualsiasi compresi- che propongono un argomento di
comune interesse anche su aspetti squisitamente tecnici che fanno parte
dell'attività professionale -e non solo- dei periti industriali.
TUTTI SONO INVITATI A DARE IL PROPRIO
CONTRIBUTO con i loro post e a diffondere il più possibile tra i colleghi, gli
studenti ed i docenti la notizia dell'avvenuta fondazione di questo NG.
GLI ARGOMENTI DEVONO ESSERE ESCLUSIVAMENTE INERENTI GLI ASPETTI CHE
COINVOLGANO ALMENO INDIRETTAMENTE
Ogni comportamento ripetutamente difforme o
strumentalmente provocatorio, gravemente lesivo dell'ordine costituito e/o della dignità di
simboli, categorie, di persone o istituzioni VERRA' DENUNCIATO ALL'ABUSE o alla
PolPost dal Gruppo di Coordinamento senza alcun
preavviso.
I frequentatori della comunità virtuale sono
caldamente invitati a ignorare i post effettuati con tale comportamento
scorretto e comunemente definito "troll".
http://it.wikipedia.org/wiki/Troll_(Internet)
---------
Tradizionalmente sono i
licenziati degli I.T.I. (Istituti Tecnici
Industriali) che dopo aver conseguito il diploma, indipendentemente dalla
relativa specializzazione, sono tutti dei periti industriali (a proposito,
l'abbreviazione si scrive "per. ind." e non "p.i."
come
Oggi periti industriali si può divenire
anche con la laurea (L) in ingegneria, sei mesi di praticantato e l'esame di
abilitazione.
Le specializzazioni di diploma di scuola superiore
conseguibile presso gli I.T.I.S. sono 26 dei 31 di qualche anno fa e sono:
arti fotografiche;
arti grafiche;
chimica conciaria;
chimico;
chimica nucleare;
costruzioni aeronautiche;
cronometria;
disegno di tessuti;
edilizia;
elettronica e telecomunicazioni;
elettrotecnica e automazione;
energia nucleare
fisica industriale;
industria cartaria;
industria mineraria;
industria navalmeccanica;
industria ottica;
industria tessile;
industria tintoria;
industrie cerealicole;
industrie metalmeccaniche;
informatica;
materie plastiche;
meccanica;
tecnologie alimentari;
termotecnica.
Ulteriori dettagli sugli ordinamenti
didattici del titolo rilasciato dagli I.T.I. sono
ottenibili sul sito affiliato nella sezione "per chi si abilita" e
sul sito:
http://www.istruzione.it/scuola_e_famiglia/industriale.shtml
Le specializzazioni di diploma
universitario (D.U.) o di laurea triennale (L)
conseguibile presso le Università ai fini del conseguimento dell'abilitazione e
dell'iscrizione all'albo dei PERITI INDUSTRIALI LAUREATI, sono:
Edilizia;
Ingegneria logistica e della produzione;
Ingegneria meccanica;
Ingegneria delle telecomunicazioni;
Ingegneria energetica;
Metodologie fisiche;
Analisi chimico-biologiche;
Chimica;
Informatica;
Ingegneria aerospaziale;
Ingegneria chimica;
Ingegneria dell'automazione;
Ingegneria delle materie plastiche;
Ingegneria elettrica;
Ingegneria elettronica;
Ingegneria informatica;
Scienze e tecniche cartarie;
Tecnologie alimentari.
L'iscritto all'albo professionale dei
periti industriali può operare, ai sensi DELLE LEGGI VIGENTI (!), ovvero,
dell'art. 16 del R.D.L. 275/29 nell'ambito dell'intero territorio dello Stato
come qualsiasi altro libero professionista. Ecco alcune competenze specifiche
dei periti industriali professionisti in funzione della propria
specializzazione.
***perito industriale e perito industriale laureato per l'edilizia***
Progettazione, direzione e collaudo di modeste costruzioni civili,
industriali, rurali, idrauliche, stradali, ferroviarie; frazionamenti
catastali; rilevamenti topografici; lottizzazioni; divisioni patrimoniali;
cemento armato; organizzazione del cantiere; contabilità tecnica dei lavori ecc..
***perito industriale e perito industriale laureato per l'
elettrotecnica, la meccanica o affine***
Progettazione, direzione e collaudo di qualsiasi impianto, macchina,
costruzioni elettriche, metalliche e meccaniche, nonché di macchine per
sollevamento, trasporto ed automazione per le cui esecuzioni non sia richiesta
la conoscenza del calcolo infinitesimale. Misure elettriche ed elettroniche.
Metrologia meccanica.
Le competenze professionali dei periti industriali laureati sono
esattamente le stesse dei periti industriali.
Il titolo di perito industriale e di
perito industriale laureato è protetto da una legge dello stato (art.
Il diplomato con una qualsiasi delle
specializzazioni sopra riportate è, quindi, denominato: perito industriale;
inoltre, volendo specificare anche la specializzazione conseguita, un diplomato
nell'indirizzo chimica conciaria utilizzerà la
seguente formula: perito industriale per la chimica conciaria.
Il diplomato universitario o laureato
con una qualsiasi delle specializzazioni sopra riportate è, quindi, denominato:
perito industriale laureato; inoltre, volendo specificare anche la
specializzazione conseguita, un diplomato universitario o laureato
nell'indirizzo tecnologie alimentari utilizzerà la seguente formula: perito
industriale laureato per le tecnologie alimentari.
Periti industriali
per. ind. Nome Cognome
oppure
Nome Cognome Perito Industriale
(eventualmente specificare la
specializzazione: elettronica ind./le, chimica ecc.)
Periti industriali Laureati
dott. per. ind. Nome Cognome
oppure
dott. Nome Cognome Perito Industriale Laureato
(eventualmente specificare il tipo di
laurea: ingegneria, chimica ecc.)
N.B. E' utile ribadire che le competenze dei
laureati iscritti all'albo dei periti industriali, sono le medesime dei
diplomati.
Nessun altro titolo rilasciato da diversi istituti è ritenuto dalla legge equiparato a quello di perito
industriale o perito industriale laureato. Nella fattispecie, il diploma
rilasciato dagli Istituti Professionali (tecnico delle industrie elettriche,
meccaniche ecc.) al termine del quinquennio (articolati in un triennio
con esame di qualifica finale + un biennio integrativo con esame di Stato),
viene riconosciuto equipollente solo
ai fini dell'accesso ad alcune e ben definite carriere di concetto nella
pubblica amministrazione ed ai corsi universitari, mentre, è totalmente esclusa
la sua equiparazione e parificazione a fini professionali e per
l'accesso all'albo ed anche la possibilità del solo utilizzo del titolo di
perito industriale e la sua abbreviazione, da anteporre al proprio nome (art.
1, comma
PERCHE' UN LAUREATO "L" o DIPLOMATO UNIVERSITARIO "DU"
DOVREBBE PREFERIRE L'ALBO DEI PERITI INDUSTRIALI A QUELLO DELLA SEZIONE
"B" DELL'ORDINE DEGLI INGEGNERI ?
Ai sensi del DPR 328/01 un titolare di
DU o laurea L potrebbe indifferentemente confluire i
vari albi a seconda della corrispondenza del titolo posseduto. Un DU o una
laurea triennale L in ingegneria consentirebbe l'accesso sia all'albo dei
periti industriali che a quello degli ingegneri -sezione B. In
effetti la scelta non è affatto indifferente, in quanto con l'iscrizione
all'ordine degli ingegneri -sezione B- il soggetto non potrebbe eseguire
attività tecniche intellettuali complete se non sotto la direttiva di un
ingegnere senior -sezione A, pur potendo utilizzare il titolo di ingegnere iunior.
L'iscrizione all'albo dei periti
industriali con la laurea L o con il diploma universitario DU corrispondente
alle apposite tabelle del DPR 328/01, invece, consente a pieno titolo di
svolgere le attività tecniche intellettuali dei periti industriali nella loro
completezza. Ovviamente, in quest'ultimo caso, il titolo professionale
utilizzato sarà quello della professione esercitata, ovvero: perito industriale
laureato.
Il Collegio dei periti industriali,
istituito con R.D.L. 275/29 (modificato dal D.L.L.
382/44 e dal recente D.P.R. 328/01) è l'ente che governa la categoria degli
iscritti all'albo professionale nell'ambito del territorio provinciale di
competenza.
Al Collegio si iscrivono, in un
apposito registro, anche coloro che in possesso del diploma di scuola superiore
o di diploma universitario (D.U.) o della laurea (L)
intendono conseguire l'Abilitazione all'esercizio della libera professione di
perito industriale o di perito industriale laureato.
Il possesso dell'Abilitazione
all'esercizio della libera professione è uno dei requisiti fondamentali per
poter accedere all'albo professionale.
L'abilitazione all'esercizio della libera
professione consiste in un esame di Stato che si svolge in sessione annuale
presso un I.T.I.S. o Università scelta dal MIURST (in genere, nei mesi di
ottobre-novembre) comprendente tre prove: due scritte ed una orale.
Dai contenuti strettamente specialistici e professionali l'esame di
abilitazione è aperto a coloro che, in possesso di un diploma di maturità
tecnica o diploma di Stato di perito industriale abbiano almeno uno dei
seguenti requisiti:
* abbiano prestato, per almeno tre anni, attività tecnica subordinata,
anche al di fuori di uno studi tecnico professionale
con mansioni proprie della specializzazione relativa al diploma;
oppure
* abbiano frequentato una apposita scuola
superiore biennale diretta a fini speciali, finalizzata al settore della
specializzazione relativa al diploma;
oppure
* abbiano compiuto un periodo biennale di formazione e lavoro con apposito
contratto presso uno studio tecnico professionale con mansioni proprie della
specializzazione relativa al diploma;
oppure
* abbiano prestato un periodo di pratica biennale durante il quale il
praticante perito industriale abbia collaborato all'espletamento di pratiche
rientranti nelle competenze professionali della specializzazione relativa al
diploma.
Coloro i quali sono in possesso del
diploma universitario (D.U.) o della laurea triennale
(L) in ingegneria, possono accedere all'esame di stato di perito industriale
laureato previo svolgimento di un tirocinio semestrale.
A questi ultimi, ai sensi del DPR
328/01, spetterà -una volta abilitati- il titolo di
PERITO INDUSTRIALE LAUREATO.
I testi delle prove degli esami di
abilitazione all'esercizio della libera professione di perito industriale -di
tutte le specializzazioni- sono disponibili nella sezione "per chi si
abilita" del sito affiliato www.periti-industriali.com
Il periodo biennale di pratica
professionale alternativo al diploma di scuola diretta a fini speciali (ormai
soppresso) ed al triennio di attività tecnica professionale, è definito come
l'istituto in forza al quale i liberi professionisti riconosciuti dalla norma,
ammettono il perito industriale praticante a frequentare il proprio studio ai
fini dell'acquisizione delle nozioni inerenti la
propria specializzazione e idonei a sostenere l'esame di Stato abilitante.
Il praticantato, per sua natura e
finalità, esclude ogni rapporto di lavoro subordinato tra le parti, ad
eccezione di un eventuale stipula di contratto biennale di formazione e lavoro
tra professionista e praticante.
Il praticantato viene effettuato a
tempo pieno presso lo studio tecnico del professionista che eserciti l'attività
nel settore della specializzazione relativa al diploma del perito industriale
praticante.
Il Collegio dei periti industriali
vigila sull'effettivo espletamento del praticantato dichiarato semestralmente
(30 giugno e 31 dicembre) dal professionista con l'indicazione di tutte le
attività svolte.
Il praticantato può essere svolto -
previa iscrizione al registro dei praticanti del Collegio dei periti
industriali - presso
i seguenti professionisti purché iscritti al relativo albo professionale da
almeno 5 anni: ingegnere o perito industriale o altro professionista che sia
abilitato nella medesima disciplina di diploma o laurea del praticante.
Superato l'esame di abilitazione
all'esercizio della libera professione, per poter avviare uno studio tecnico è
necessario innanzitutto iscriversi all'albo professionale, dopodiché bisogna
effettuare tutte le pratiche fiscali per l'apertura della partita IVA (con il
cod. attività 7420/B) e l'acquisizione di tutti i libri e registri della
contabilità appositamente vidimati. Anche se la tenuta fiscale e contabile di
uno studio professionale non presenta eccessive difficoltà, molti professionisti
preferiscono avvalersi -a loro volta- di altri professionisti esperti nel campo
(commercialisti).
Inoltre, è necessario accendere la
propria posizione presso l'Eppi (Ente di Previdenza
dei periti industriali).
L'attività del perito industriale libero
professionista, oltre ad essere ispirata alle leggi dello Stato deve
rigorosamente essere conforme alla deontologia professionale.
L'etica o deontologia professionale è
un complesso di principi morali non iscritti né codificati che regolano i comportamenti
e la condotta del professionista sia verso sé stesso, sia verso i suoi
colleghi, sia verso i suoi clienti e la società, rilevabili
dalla coscienza sociale.
I fondamentali principi che un
professionista deve osservare sono: la probità, la dignità, il decoro, la
lealtà, la correttezza, la diligenza, la riservatezza, l'indipendenza, il
divieto di pubblicità, il divieto di accaparramento della clientela, l'obbligo della informazione verso il proprio cliente e di
restituzione dei documenti nonché un rapporto di buona colleganza con altri
professionisti.
La mancata osservanza delle norme
deontologiche comporta l'apertura del procedimento disciplinare e
l'applicazione di pene da parte del Collegio provinciale.
SITI ISTITUZIONALI NAZIONALI DI CATEGORIA
CNPI, Consiglio Nazionale dei periti
industriali: www.cnpi.it
EPPI, Ente di Previdenza dei Periti
Industriali: www.eppi.it
FEDERPERITI, Associazione sindacale:
www.federperiti.it
SITI DI COLLEGI PROVINCIALI
Servirsi di un qualsiasi motore
di ricerca, digitando le seguenti chiavi “Collegio dei periti industriali XXXX)
dove XXXX è la provincia di competenza desiderata.
SITI PER L'ELENCAZIONE E L'ORDINAZIONE DI NORME
TECNICHE
UNI: www.unicei.it
CEI : www.ceiuni.it
SITI DI INTERESSE VARIO (OLTRE QUELLI CHE GIA' SI CONOSCONO NORMALMENTE)
Gazzetta Ufficiale: www.gazzettaufficiale.ipzs.it
Ministero dell'interno. Vigili del
Fuoco: http://www.vigilfuoco.it
ALTRE SEGNALAZIONI:
http://www.peritiblacksheep.it
http://spazioinwind.iol.it/corradobrogi
Chi ritiene utile segnalare notizie,
link di collegi o altro in questo manifesto, può lasciare un messaggio su
questo NewsGroup.
Aiutateci a tenere in piedi,
pubblicizzandolo tra i colleghi, questo NewsGroup,
mentre coloro che sono parte dei consigli dei collegi provinciali, farebbero
cosa utile e gradita se facessero mettere sul sito web del loro collegio un link diretto a
questo newsgroup attraverso questa URL: http://www.progesis.net/newsportal/thread.php?group=free.it.discussioni.periti-industriali
oppure, più semplicemente, una tra
queste URL:
E' la sola voce libera di categoria !
dott. ing. per. ind.
Loris Batacchio – fondatore Gruppo di coordinamento
FIDPI