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[G.U.] Differimento termini strutture ricettive... PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Sabato 19 Maggio 2012 18:10

MINISTERO DELL'INTERNO

DECRETO 15 maggio 2012 "Differimento di termini per la presentazione della domanda di ammissione al piano straordinario di adeguamento antincendio per le strutture ricettive turistico-alberghiere, con oltre venticinque posti letto." (12A05731) (GU n. 116 del 19-5-2012)

 
[G.U.] Regola tecnica per... apparecchi di erogazione gas... PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Venerdì 18 Maggio 2012 19:33

MINISTERO DELL'INTERNO

DECRETO 30 aprile 2012 Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per l'installazione e l'esercizio di apparecchi di erogazione ad uso privato, di gas naturale per autotrazione. (12A05573) (GU n. 115 del 18-5-2012)

 
[G.U.] Disposizioni urgenti di protezione civile PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Mercoledì 16 Maggio 2012 19:21

DECRETO-LEGGE 15 maggio 2012, n. 59 "Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile." (12G0081) (GU n. 113 del 16-5-2012) - Entrata in vigore del provvedimento: 17/05/2012

Degno di nota è l'art. 2 del decreto: "Coperture assicurative su base volontaria contro i rischi di danni derivanti da calamita' naturali" che introduce importanti novità per il patrimonio immobiliare e per i relativi vincolii assicurativi di cui ogni proprietario dovrà tener conto.

 
Corporazioni ordinistiche: giorni contati o rilancio PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Martedì 15 Maggio 2012 18:30

Serve una legge ordinaria per riformare gli ordinamenti professionali di avvocati, chimici, notai, architetti e ingegneri, attuari, veterinari, medici e farmacisti, periti industriali, periti agrari, geometri e ostetriche. I rispettivi ordini e collegi godono di una riserva assoluta e pertanto non è possibile intervenire con un semplice regolamento di delegificazione.

A metterlo nero su bianco il presidente emerito della Corte costituzionale Piero Alberto Capotosti, che ha fornito un parere al Consiglio nazionale forense: illegittimo delegare a un regolamento il riordino da attuare entro agosto.

 


 

Cosa vuol dire in termini pratici tutto questo? Che le professioni non si possono riformare con semplici decreti. Occorrono leggi specifiche che se devono essere varate non potranno non tener conto di quelle comunitarie. Insomma, il prof. Monti e i suoi fanno ancora in tempo a smarcarsi da caste, castine e lobby e azzerare tutto smantellando definitivamente il sistema ordinistico italiano. Tanto il ricatto di far cadere il governo da parte di taluni partiti non regge in quanto data l'aria che tira, gioverebbe molto all'antipartitismo e poco ai vitalizi dei parlamentari. Quindi, avanti tutta con le riforme e cambiamo finalmente questo Paese!

per. ind. R. Belluccio

 
Il blog non è stampa clandestina! PDF Stampa E-mail
Scritto da Adespotos   
Sabato 12 Maggio 2012 18:38

Roma, 11 mag. - (Adnkronos/Ign)

Lo ha stabilito la quinta sezione penale della Cassazione annullando senza rinvio "perché il fatto non sussiste" una multa a 150 euro inflitta al direttore del blog 'Accade in Sicilia' Carlo Ruta in base al reato di stampa clandestina previsto dalla legge 47 del 1948. In particolare, piazza Cavour, accogliendo il ricorso della difesa del blogger, ha annullato la decisione della Corte d'appello di Catania che, il 2 maggio 2011, aveva multato il blog in questione sostenendo che il blog avrebbe dovuto essere registrato presso il Tribunale competente dovendo essere equiparato ad un tradizionale quotidiano cartaceo. Ora è prevalsa la tesi della difesa che già in primo e in secondo grado aveva fatto presente che un blog come quello di 'Accade in Sicilia' altro non è che "uno strumento di documentazione".

"Esprimiamo soddisfazione per la sentenza in favore di Carlo Ruta", afferma, in una nota, il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti. "Si tratta di una sentenza importante - continua - e che stronca sul nascere qualsiasi tentativo di tornare a colpire nel futuro blog e siti attraverso un'interpretazione strumentale della legge sulla stampa del '48 e della nuova legge sull'editoria del 2001".

Per quanto non possiamo definirci "Blog", aggiungiamo, modestamente, la nostra soddisfazione e anche quella di coloro che, come noi, hanno visto in pericolo la libertà di informazione INDIPENDENTE con il tentativo del governo berlusconista di far passare un'infame proposta di legge, a causa della quale vide la chiusura questo sito e tanti altri per oltre un mese in segno di protesta.

 
Segnaliamo gli sprechi.... PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Giovedì 03 Maggio 2012 06:43

Con la spending review il Governo è intervenuto analizzando le voci di spesa delle pubbliche amministrazioni, per evitare inefficienze, eliminare sprechi e ottenere risorse da destinare allo sviluppo e alla crescita. La razionalizzazione e il contenimento dei costi sono infatti fondamentali per garantire, da un lato il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica, dall’altro l’ammodernamento dello Stato e il rilancio il circuito economico.

Nel complesso, la spesa pubblica “rivedibile’’ nel medio periodo è pari a circa 295 miliardi di euro. A breve termine, la spesa rivedibile è notevolmente inferiore, stimabile in circa 80 miliardi. Nell’attuale situazione economica, il Governo ha ritenuto necessario un intervento volto alla riduzione della spesa pubblica per un importo complessivo di 4,2 miliardi, per l’anno 2012, al quale tutte le amministrazioni pubbliche devono concorrere.

Questo importo potrebbe servire, per esempio, a evitare l’aumento di due punti dell’IVA previsto per gli ultimi tre mesi del 2012. Una riduzione di 4,2 miliardi, da ottenersi in 7 mesi (1° giugno-31 dicembre 2012) equivale a 7,2 miliardi su base annua e corrisponde perciò al 9% della spesa rivedibile nel breve periodo (80 miliardi).

La riduzione, non lineare ma selettiva, sarà realizzata potenziando la linea di risparmio seguita dal Governo nei primi mesi di attività: ad esempio i risparmi (per oltre 20 milioni di euro) prodotti dalla Presidenza del Consiglio grazie alla diminuzione delle consulenze e ai tagli all’organico, la riduzione degli stipendi dei manager pubblici, i tagli sui voli di stato e sulle “auto blu”, la soppressione di enti, o la riforma delle province (in allegato al comunicato stampa la sintesi dei tagli effettuati). Questa sezione ha lo scopo di illustrare la spending review, quanto è stato fatto finora e i progressi che si attendono per i prossimi mesi.

Tutti i cittadini, attraverso il modulo “Esprimi la tua opinione”, hanno la possibilità di dare suggerimenti, segnalare uno spreco, aiutando i tecnici a completare il lavoro di analisi e ricerca delle spese futili.

 


 

Facciamo un piccolo esempio riferito al ns. microcosmo. Uno a caso: Ordini professionali. Ricordiamo che sono attualmente inquadrati quali "enti di diritto pubblico". E' vero che questi non hanno trasferimento di fondi dallo Stato, ma gli esami di abilitazione (e non solo) costano allo Stato un bel pò di risorse. E ai cittadini? Facciamo due conti. I periti Industriali iscritti all'albo sono circa 50000. Considerando una quota media pro capite di € 160,00 = 8 milioni di €/anno. Per avere quale servizio, quale qualità e quale tutela? A ciò non sommiamo le somme pagate dai praticanti e dai candidati agli esami di abilitazione. E' d'altro canto vero che occorre regolamentare cautelativamente le professioni, ma siamo certi che il sistema delle "istituzioni" private (vedasi ns. vecchia proposta) pagando meno del 50 % di quota/anno non sia decisamente migliore di quello ordinistico attuale basato sul "potere temporale"?

Proporzioniamo questo banale esempio per il numero di corporazioni ordinistiche italiane e per il numero di persone iscritte... Vengono fuori una, due, tre e molte più finanziarie... Se questo non è uno spreco...

 
"La vostra soddisfazione è il nostro miglior premio..." PDF Stampa E-mail
Scritto da Adespotos   
Venerdì 18 Maggio 2012 08:20

Colpo di coda per le corporazioni ordinistiche. Il governo attuale predica bene e razzola allo stesso modo degli altri suoi predecessori.

Lavori in corso all'ufficio legislativo del Ministero della Giustizia. L'intenzione primaria di abolire il valore legale dei titoli di studio e le corporazioni ordinistiche (indicazione che è arrivata più volte non solo dalla CE, ma anche dall'antitrust) sembra, ormai, un lontano slogan delle prime ore del governo tecnico. Non è nemmeno difficile immaginare le ragioni di questo dietrofront: ricatto dei partiti, pressione di certi baronati e delle microcaste, funzionari ministeriali e relativi dipartimenti svuotati della loro funzione... Insomma, demolire un sistema vetusto equivale a rompere troppi sacri equilibri. Quindi meglio rendere "soddisfazioni", meglio far finta di cambiare per lasciare tutto come prima o quasi. Questo è il nostro Paese. Così è (se vi pare).

Un dpr detterà la road map che gli ordini dovranno seguire. Ecco il testo non definitivo, più volte modificato e ancora oggi in corso di rettifica a causa delle violente sollecitazioni di chiunque abbia uno specifico interesse.

Buona lettura, ma (per il cittadino europeo) sono davvero poche le novità di cui stupirsi...

 
Ce lo cantiamo e ce lo suoniamo, ma rimane tutto com'è! PDF Stampa E-mail
Scritto da Adespotos   
Martedì 15 Maggio 2012 19:52

Il settore delle professioni è rimasto all'Ottocento e gli ordini hanno esaurito gran parte della loro funzione. Lo dice il presidente dell'Antitrust Giovanni Pitruzzella (nella foto).

Non c'è alcun tono polemico nella parole del numero uno dell'Autorità garante della concorrenza. La sua è una semplice constatazione, si potrebbe dire una presa d'atto, che arriva al termine di un ragionamento in cui il numero uno dell'autorità che vigila sul mercato ribadisce la necessità di andare avanti con le liberalizzazioni, ma riconosce anche i passi avanti fatti negli ultimi mesi. «Credo che ci sia ancora da continuare su quella strada - spiega - però credo che il bicchiere sia mezzo pieno, non mezzo vuoto. Partendo da una situazione molto rigida, molte cose sono state fatte».Basta pensare all'abolizione delle tariffe minime, al via libera alla pubblicità e alle società di capitali fra i professionisti. Anche se certo il percorso non si può dire finito. «Le liberalizzazioni sono oggi una necessità, se non altro perché la grande scommessa che abbiamo in Europa, e particolarmente in Italia, è come accoppiare delle politiche di stabilizzazione finanziaria con delle politiche per la crescita», osserva Pitruzzella presentando alla biblioteca Giovanni Spadolini del Senato il libro “Dinastie d'Italia. Gli ordini tutelano davvero i consumatori” (Università Bocconi Editore 2012, 160 pagg., 18 euro), a cura di Jacopo Orsini, giornalista del Messaggero, e Michele Pellizzari, economista dell'università Bocconi, pubblicato in collaborazione con la Fondazione Rodolfo De Benedetti. Il dato di fatto da cui si deve partire, argomenta il guardiano della concorrenza, è che per stimolare la crescita servono riforme a costo zero. «Purtroppo non possiamo intervenire con la leva della spesa pubblica, possiamo solo ridurla e riqualificarla», aggiunge. Da qui la necessità di procedere con le liberalizzazioni e in particolare con quelle dei servizi professionali, che si possono fare senza spendere. La concorrenza «fa bene all’innovazione in tutti i campi», dice ancora Pitruzzella. Non solo nella telefonia, per citare una caso “pluristudiato”, ma anche nel settore delle libere professioni. In Italia ci sono state politiche di liberalizzazione importanti promosse dall'Europa a colpi di direttive e regolamenti, come nell'energia e nel gas. «Al contrario - prosegue il numero uno dell'Antitrust - nel settore delle professioni non abbiamo avuto degli atti normativi che imponessero ai paesi europei forme di liberalizzazioni in questo campo». Che indubbiamente è rimasto indietro. «Probabilmente in Italia il settore delle professioni è quello che più è rimasto agganciato a modelli ottocenteschi di erogazione dei servizi. Non a caso si parla di professioni e non di servizi professionali quasi fosse una offesa per la categoria». In Italia comunque non sono fermi solo gli ordini. «Il nostro paese ha una società bloccata, non solo nelle professioni, ma anche in campo universitario e in molti altri settori», ammette il presidente dell'Antitrust. Per questo «dobbiamo rimettere in moto la mobilità sociale e soprattutto intervenire nel settore delle professioni regolamentate, che coinvolge più di un milione di persone. Questo può giovare anche in termini di efficienza e tutela del consumatore». Gli albi dunque devono essere ripensati. E qui Pitruzzella per un attimo si rimette anche la casacca di avvocato, abbandonata nel novembre scorso dopo essere stato nominato presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato. «Credo che gli ordini abbiano esaurito gran parte della loro funzione. Potrebbero restare sul piano dell’aggiornamento professionale, eventualmente, ma non mi pare che le esperienze siano particolarmente brillanti. Sarebbe utile cominciare a ragionare, non dico da qui a domani, ma in prospettiva, su delle agenzie di valutazione a cui eventualmente il professionista si può iscrivere. In questo modo - è il ragionamento di Pitruzzella - ogni agenzia assicura all’esterno degli standard qualitativi che riguardano, badate bene, non soltanto il prezzo, ma anche il tipo di prestazioni». Il numero uno dell'Antitrust pensa ad «agenzie in concorrenza tra di loro che potrebbero essere utili anche al consumatore perché i professionisti che aderiscono sono valutati da quella agenzia e quindi hanno determinati standard qualitativi, prestazionali e reputazionali ». Senza dimenticare l'università, «convitato di pietra di tutto questo discorso». «Lasciatemelo dire da professore universitario - afferma ancora Pitruzzella - stiamo rinviando sempre di più nel tempo la formazione degli studenti». Ecco perché è necessario valorizzare le norme che prevedono il tirocinio professionale all’università. «Dovremo, con coraggio ma con capacità di innovazione - conclude il garante della concorrenza -, riflettere su come le università possono inserirsi in questo processo di apertura e cambiamento di un settore decisivo per la nostra economia».

Tratto da “il Messaggero” di Giovedì 12 Aprile 2012

 
Ordini professionali: un "privilegio" tutto italiano PDF Stampa E-mail
Articolo di: rinbell (username)
Scritto da per. ind. Rinaldo Belluccio   
Domenica 13 Maggio 2012 09:20

Per tutti i candidati che affronteranno gli esami di abilitazione.

Provino a fare una ricerca con un qualsiasi motore sugli ordini e i collegi professionali. Troveranno diversi e fantasiosi sinonimi: lobby, casta, monopolio ecc. sicuramente insufficienti a chiarirsi le idee su un'invenzione quasi totalmente italiana, di conio fascista e di tacita convenienza multicolore arrivata fino ai giorni nostri...

Anche per libera informazione di chi si appresta a sostenere la prima prova generale dell'esame di abilitazione all'esercizio della professione, cosa sappiamo esattamente sugli ordini professionali?

Questo è ciò che è noto.

  1. Sono inquadrati tra gli enti di diritto pubblico non economico, hanno il compito di tutela del titolo, della professione, del controllo dell'osservanza della deontologia, della lealtà e della probità e correttezza dei professionisti verso i loro clienti e i colleghi della propria o altra professione.
  2. Per esercitare la professione protetta dalla legge si è tuttora obbligati ad essere iscritti negli albi tenuti dagli ordini e collegi provinciali; all'estero (nella maggior parte degli stati europei) la professione tecnica è generalmente libera e le associazioni di categoria sono molteplici e con diversi e rigidi controlli sul rispetto delle regole da parte dei propri iscritti.
  3. Gli ordini/collegi non sono tenuti ad osservare alcun regime fiscale per la loro gestione, meno che per gli ordini/collegi locali che devono (dovrebbero) stilare un conto consuntivo e un bilancio preventivo che troppo spesso si limita a un mero pareggio di cifre a valle di poche e scarne righe illustrative.
  4. I consigli nazionali degli Ordini/collegi non sono tenuti nè a formulare bilanci da rendere pubblici, nè tanto meno, a pubblicare le cifre elargite a titolo di rimborso spese per le più elementari regole sulla trasparenza;
  5. I componenti dei consigli locali e nazionali possono essere rieletti fino a che morte non lo impedisca. Non vi è, quindi alcun limite ai mandati.

Questo, invece è ciò che non è noto.

  1. Quanti sono i casi di tutela del titolo professionale e del "consumatore" affrontati finora dagli ordini/collegi?
  2. I componenti dei consigli locali e nazionali, vengono scelti tra i professionisti in possesso dei giusti requisiti morali e anche di.... casellario giudiziale?
  3. Quanto costa alle tasche dei soggetti obbligati a pagare il contributo annuale, l'esercizio annuale dei consigli locali e nazionali e la formazione della procedura per consentire lo svolgimento degli esami di abilitazione?
  4. Perchè una legge fascista (quella istitutiva degli ordini/collegi) è stata tacitamente passata di mano dai vari governi fino ai giorni nostri, nonostante i moniti contrari della UE?
  5. Gli esami di abilitazione (quelli attuali) e la formazione continua così come ideata da diversi ordini e collegi, sono realmente sufficienti a verificare e provare al cliente l'idoneità del professionista?

Questa è la situazione reale.

Vanno, tuttavia, doverosamente ricordate le attività di alcuni ordini e collegi locali vocate alla piena trasparenza e all'operativa tutela della professione, soprattutto verso il consumatore. Ma, purtroppo, ciò rappresenta più un'eccezione che una regola...

 
Albo unico: il presidente del CNPI parla per chi? PDF Stampa E-mail
Scritto da Adespotos   
Venerdì 04 Maggio 2012 11:23

Continua la polemica sull'ordine unico che tra non molto dovrà essere varato dalla fusione di Geometri, Periti Agrari e Periti Industriali. Continua perchè il presidente del CNPI, con un articolo pubblicato sulla solita pagina del venerdì (pagata dagli iscritti all'albo) ribadisce una posizione che non è certo quella dei geometri e de periti agrari, ma solo quella sua e, purtroppo, della maggior parte dei presidenti dei collegi territoriali, ma non quella dei periti industriali stessi (almeno quelli che ci contattano)...

In sintesi, il veterano presidente del CNPI insiste ossessivamente sulla volontà di tirare dentro il futuro albo i laureati triennali, con competenze e titolo differenziato rispetto a quelli dei diplomati. In poche parole: sezione A e B anche nel futuro albo, secondo il presidente, anche con poteri amministrativi privilegiati per i laureati.

Ho già definito autolesionistico tale intento non fosse altro che proprio non si intravede alcun vantaggio per noi e soprattutto perchè, in tal modo, s'importa una guerra ridicola in corso in certi albi con spregevoli esempi di classimo di fantozziano stampo razzista.

Le tre categorie interessate hanno 83 anni di storia e godono di un indiscutibile ruolo storico svolto nella vita economica e sociale di questo Paese. Il DPR 328/01 ha sicuramente coniato nuovi baronati, dissapori, scontri e nicchie con l'introduzione di sezioni all'interno degli albi e, mi chiedo, allora dov'erano l'attuale Presidente e i sui pupilli all'epoca per evitare questo scempio? A vaga memoria, ricordo che non fu nemmeno facile far digerire a certe categorie l'introduzione nel loro albo di sezioni e settori, tant'è che per i primi, passarono mesi d'indugio, per i secondi, s'inventarono un questionario, ad uso degli iscritti ante 2001, con le preferenze di settore (civile, industriale, informazione, a scelta multipla, esclusivamente discrezionale), senza alcuna preclusione per il titolo posseduto.

Vero è che le attuali categorie del futuro albo sono destinate all'estinzione, ma non per questo devono ipotecarsi l'integrità morale per passare da una condizione di totale autonomia a una di sudditanza verso soggetti che non hanno alcuna storia, affinità e, talvolta rispetto con la nostra cultura e professione. Parecchi professionisti periti industriali sono laureati e anche chi non lo è ha superato almeno un BIENNIO di pratica professionale ed un Esame di abilitazione e chi fa la libera professione dimostra la propria competenza sul campo dignitosamente e ogni giorno.

Mi chiedo ancora: perchè non lasciare la possibilità attualmente offerta dal dPR 328/01 di scelta di transito dei laureati, MA CON COMPETENZE E TITOLO IMMUTATI rispetto ai diplomati? Così verrebbe salvaguardata la "conservazione della specie" in cambio di un'autonomia che altrove non c'è e probabilmente non ci sarà mai con le sezioni...

Non condivido l'affermazione del presidente quando esclude categoricamente la possibilità di modifica delle competenze attuali delle tre categorie. Le leggi le fa il parlamento e se questa istitutiva del nuovo ordine verrà varata, dovrà NECESSARIAMENTE prevedere delle specificità dato che i periti industriali edili / minerari / geometri e periti agrari hanno delle affinità che andrebbero colte e meglio esplicitate. E se qualcuno dovesse storcere il naso, si potrebbe pensare ad un tipo di formazione con esame presso una struttura estranea (università ecc.) per l'accertamento e il mantenimento dei requisiti professionali...

E per i periti industriali chimici, informatici e altri che non vengono menzionati nell'art. 16 del RDL 275/29 non sarebbe finalmente il caso di provvedere con un'articolata definizione in un settore di rispettiva competenza?

Inoltre, ricordo al presidente che i limiti dei periti industriali elettrotecnici, meccanici ed affini, sono contenute laddove non è richiesto "il calcolo infinitesimale". Forse anche questo andrebbe finalmente rivisto.

Per cui, a mio avviso, il sig. presidente anzichè scrivere "basta attacchi" dovrebbe pensare un pò di più alla categoria cui appartiene (ai diplomati) e alle competenze della stessa, DA RIMODULARE, meno risalto a pagamento sui giornali (che serve solo da vespaio) e lasciar finalmente perdere il futuro e le possibilità di chi è o si sente troppo in alto, per il semplice fatto che non ci riguarda !

I laureati? O consapevoli e contenti di divenire i futuri tecnici del nuovo ordine, con pari dignità o, cortesemente, fuori !!


Continua il passaparola di e-mail da inviare al CNPI in segno di protesta il progetto di istituzione di sezioni nel nostro albo con competenze e poteri speciali da attribuire ai laureati.

NO AI LAUREATI TRIENNALI NELL'ALBO UNICO !!!!

NON REGALIAMO 90 ANNI DI STORIA ED AUTONOMIA A CHI STORIA ED AUTONOMIA NON NE HA!!!!

Invitiamo tutti i colleghi, anche geometri e periti agrari, a spedirlo a proprio nome al Consiglio Nazionale dei Periti Industriali.

Il testo dell''Email (da copiare e incollare) è in fondo a quest'articolo.

 
l'Italia dei Dinosauri... PDF Stampa E-mail
Scritto da Adespotos   
Lunedì 30 Aprile 2012 08:10

Questo l'articolo de "il Corriere della Sera" in merito al sondaggio del MIUR sul valore legale del titolo di studio:

La «votazione» è cominciata giovedì 22 marzo, sulla base di un formulario con quindici quesiti messi a punto da un gruppo di lavoro del ministero diretto dal Capo di gabinetto Luigi Fiorentino. Si concluderà martedì 24 aprile ma i dati sono già consolidati in base alle 20.089 risposte complete inoltrate (su 31.282 registrazioni iniziali). Il ministro Profumo, dicono al ministero, ha voluto un «voto » il più possibile ampio: per registrarsi basta indicare il solo codice fiscale. E su questa base più di 15mila partecipanti alla consultazione, il 75%, si sono espressi a favore del riconoscimento del valore legale della laurea, e più di 11 mila pensano che sia giusto dover avere il «pezzo di carta» per accedere al pubblico impiego.

Intanto la gente continua a lamentarsi dei servizi offerti dalla P.A., ma i sondaggi, come questo appena concluso dal MIUR, dimostrano tutt'altro. Insomma: un paese di Dinosauri, di caste, di classisti, di gente che si lamenta, ma va fin troppo bene così e nessuno è disposto al cambiamento. La domanda nasce spontanea: a che serve "stare in Europa"?

Continua il passaparola di e-mail da inviare al CNPI in segno di protesta il progetto di istituzione di sezioni nel nostro albo con competenze e poteri speciali da attribuire ai laureati.

NO AI LAUREATI TRIENNALI NELL'ALBO UNICO !!!!

NON REGALIAMO 90 ANNI DI STORIA ED AUTONOMIA A CHI STORIA ED AUTONOMIA NON NE HA!!!!

Invitiamo tutti i colleghi, anche geometri e periti agrari, a spedirlo a proprio nome al Consiglio Nazionale dei Periti Industriali.

Il testo dell''Email (da copiare e incollare) è in fondo a quest'articolo.

 
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Ripristino nuove registrazioni

Chiediamo scusa a coloro che, per molti giorni, hanno tentato inutilmente di creare nuovi account. Abbiamo dovuto sospendere le nuove registrazioni per problemi di sicurezza legati all'imminente entrata in vigore del GRTN.

Da oggi, possono, quindi, riprendere le nuove registrazioni.


Grazie per l'affetto che quotidianamente ci manifestate con le vostre mail di sostegno.

Canale Telegram

21/06/2017: Attivo sperimentalmente il nuovo canale Telegram. Non vuole essere e non sarà un "help desk", ma uno strumento di maggiore raggiungibilità alla nostra informazione.

Attivazione registrazioni

Facciamo seguito alle mail di utenti neoregistrati per tranquillazzarli che il ritardo, talvolta anche superiore alle 72 h per l'attivazione del loro account non pregiudicarà in alcun modo la loro registrazione. In queste ultime settimane abbiamo ricevuto diversi attacchi sul server da parte di robots che hanno intasato e appesantito notevolmente le operazioni. Ci scusiamo per il disagio e preghiamo tutti di non duplicare assolutamente le registrazioni già effettuate. Chi avesse perduto la password può facilmente recuperarla con la procedura disponibile nell'apposita sezione. Buon lavoro.

Problemi browser

Recentemente più di qualcuno lamenta problemi riscontrati durante il normale accesso alle applicazioni del portale.

Si evidenzia come la maggior parte delle segnalazioni sono riconducibili all’installazione (o aggiornamento) delle più recenti versioni del browser Chrome comunemente utilizzato per la navigazione Internet, anche da smartphone.

Importante! Ripristino sistema

Innanzitutto chiediamo scusa a coloro che hanno creato inutilmente nuovi account, ma vi assicuriamo che non abbiamo colpa, nonostante gli sforzi, economici e personali, che quotidianamente impegnamo per mantenere al sicuro i nostri dati.

Un attacco al sistema, il secondo in meno di un mese, ci ha causato un bel pò di problemi che siamo a riusciti a risolvere con la dolorosa perdita di qualche articolo e ben 320 registrazioni che si sono avute nell'arco temporale dalle ore 13,00 del 20 settembre 2014 sino ad oggi, 18 ottobre 2014, alle 16,15.

Vi risparmiamo le considerazioni riguardanti cause, mandanti ed effetti. Sono state consegnate alle autorità competenti.

Possiamo solo dirvi che chi, di venerdì 17, ha tentato per l'ennesima volta di metterci il bavaglio, ha raccolto solo la grande ennesima delusione, dato che la sorprendente solidarietà dei nostri utenti (sono oltre 2500, contati anche quelli di cui si è perduta la recente registrazione) ci dà l'energia che serve.

L'intenzione andata a male di questi delinquenti, si è rivelata solo in un breve disagio per i nostri utenti, per lo più giovani professionisti, studenti, praticanti che cercano consigli, notizie, e pareri sulla professione del perito industriale, ma non solo.

Anche per questo, a tali "menti eccelse" e ai loro mandanti possiamo solo dire una parola: vergogna!

Possono, quindi, riprendere le nuove registrazioni e, ribadiamo, devono essere ripetute tutte le registrazioni effettuate nell'arco temporale dalle ore 13,00 del 20 settembre sino ad oggi, 18 ottobre, alle 16,15.

Segue l'elenco di alcuni account che sono stati eliminati dal server, per cui deve essere ripetuta la registrazione anche con i medesimi dati.

Altri account non presenti nell'elenco, sono stati contattati via mail.

App Android periti-industriali.com

Dopo FIDPImobile, seguito di ulteriori richieste pervenuteci, accontentiamo i nostri utenti con una app android per smartphone e tabet del nostro sito compatibile con la gran parte dei dispositivi in uso.

Per installarla, occorre attivare il lettore di QR code e leggere il quadrato contenente il codice nel riquadro accanto.

In caso di problemi, provare a scaricare da qui.

Inoltre, data la gratuità della app, questo sito, il suo editore, il comitato di redazione e ogni altra figura direttamente o indirettamente riconducibile, non si assumono alcuna responsabilità per qualsiasi conseguenza dannosa derivante dalla sua installazione che avviene tramite portale non riconosciuto dalla maggior parte dei webstore, nè per i contenuti pubblicitari in essa integrati.

Buon lavoro.

Insulti dai social network

Attenzione. Insultare su un social network può costare molto caro.

E pure uno sfogo pubblicato su una pagina facebook, magari lanciato in un momento di rabbia, può ritorcersi contro l'utente infuriato.

Perché diffondere accuse attraverso Facebook equivale a commettere il reato di diffamazione aggravata.

Aggiornamento vademecum

Ricordiamo che è attiva questa nuova sezione riservata del sito (appare nel menù utente solo dopo il login), di grande utilità per coloro che, loro malgrado, si trovano ad avere a che fare con il mondo, spesso perverso, della vita professionale quotidiana.

A cura del per. ind. Giuliano Quaglia.

In lista vi è:

Supporto live chat

Dopo la FIDPIChat che permette ai nostri utenti di colloquiare tra loro, abbiamo attivato il supporto live chat. Il servizio, erogato da alcuni membri volontari del gruppo di coordinamento FIDPI, risponde a domande relative alla normativa professionale. Non è una consulenza legale e non costituisce posizione ufficiale di categoria, in quanto - si rammenta- questa comunità virtuale (FIDPI) è totalmente estranea a collegi, sindacati, federazioni, enti e istituzioni.

Quando "online" (banner azzurro), prima di contattarla, si invita a consultare preventivamente le FAQ e cliccare sul logo che potete trovare nella colonna a sinistra solo se non si è già trovata risposta esauriente ai propri interrogativi. Data l'esclusiva gratuità e volontarietà del servizio, questo non ha orari precisi e si raccomanda di affidarsi esclusivamente al logo verde "online" (come quello in figura) per accertarne il funzionamento attivo.

A tutela reciproca, verranno registrate le conversazioni chat identificabili dal numero IP.

Chi non è d'accordo ad assoggettarsi a tale condizione di sicurezza è invitato ad astenersi dall'uso dell'applicazione.

Torna la FIDPIChat

Dopo lunghi mesi di assenza, torna online la FIDPIChat a disposizione di tutti gli utenti registrati.

Rinnovata nel look e nelle funzionalità,  è semplice da usare ed è ora dotata di tre stanze:

  • FIDPI
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E' possibile anche chiedere ad altri utenti una conversazione privata.

Raccomandiamo un uso corretto e sensato dello strumento. Eventuali abusi verranno perseguiti.

Buon lavoro

attivazione FIDPI MOBILE

A seguito di numerose richieste, accontentiamo i nostri utenti con una versione MOBILE del nostro sito compatibile con la gran parte degli smartphone in uso.

Infatti, molti frequentatori delle nostre pagine, lamentavano una lentezza notevole di navigazione dal proprio cellulare. Da Oggi, chi si collegherà al sito con uno di questi dispositivi non dovrà fare nulla oltre a navigare con tranquillità e velocità.

Infine, ricordiamo che per le attivazioni dei nuovi account bisogna pazientare anche 48 ore dato che siamo costretti a centellinare una ad una le registrazioni per la presenza abissale di spammers.

Inoltre, è d'uopo ricordare che chi tenta di registrarsi con cosiddette "mail temporanee" viene espulso senza preavviso dai nostri archivi.

Buona navigazione

Sezione annunci

Talvolta riceviamo da sedicenti imprese private, richieste di nominativi di giovani e meno giovani professionisti a cui offrire una possibilità di impiego dipendente o libero professionale.

Ripristino sistema

Chiediamo scusa a coloro che, per molte ore, hanno tentato inutilmente di creare nuovi account. L'enorme afflusso al sistema ha scatenato un problema sul server che è stato finalmente risolto non senza difficoltà.

Possono, quindi, riprendere le nuove registrazioni.


Grazie per l'affetto che quotidianamente ci manifestate con le vostre mail di sostegno.

Cercansi collaborazioni attive

Lo abbiamo chiesto tante volte, ma con scarsi risultati. Tentar non nuoce e, pertanto, ci riproviamo. Invitiamo non soltanto i periti industriali professionisti, ma anche e soprattutto i docenti nominati commissari, o semplicemente coloro che direttamente o indirettamente sono interessati agli esami di abilitazione all'esercizio della libera professione di perito industriale.

Occorrono dei temi svolti. Ce li richiedono (in tanti) di ogni specializzazione. Non solo: ci richiedono temi svolti anche della prima prova di carattere generale.

Pubblicheremo quanto ci invierete all'indiirizzo info(at)fidpi.it o tramite il modulo il tutto con o senza menzione dell'autore, a sua esplicita scelta.

Eventuali donazioni, gradite, vengono inviate all'editore del portale per la gestione delle pagine del portale.

Per le le richieste di files, chi non intende collaborare con articoli o temi svolti, può inviare una donazione in denaro (ad es. 10,00 €)  valida per l'ottenimento di 1 solo file da indicare nel messaggio del modulo che DOPO la donazione DEVE ESSERE NECESSARIAMENTE INVIATO.

Piuttosto che dormire sugli allori e utilizzare le nostre risorse unilateralmente, un gesto solidale e disinteressato può aiutare a farci sentire meglio...

In bocca al lupo a chi è impegnato per i prossimi esami di abilitazione.

Problemi server

In alcuni orari potrebbero esserci rallentamenti o problemi nel caricamento delle nostre pagine interne con l'apparizione di un "Errore 500 server interno". Per ovviare occorre fare il refresh (ricarica) della pagina. I tecnici del nostro server stanno conducendo una serie di test per mettere in campo una soluzione rapida e definitiva. Ci aspettiamo risolti tutti i problemi sui vari nodi entro la settimana prossima. Abbiate pazienza...

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