L'incomprensibile leggerezza dell'essere Stampa

Articolo di: loris batacchio (username)
Scritto da Per. Ind. Loris batacchio   
Domenica 31 Marzo 2019 07:51

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Lo avevo preannunciato oltre un anno fa che i nodi sarebbero arrivati al pettine e, nonostante avessi taciuto di narrare i fatti tanto che sembravano inverosimili, niente e nessuno è riuscito a fermare l'intento sconnesso di certe decisioni.

L'oggetto della polemica che oggi mi evita di tacere è questa circolare del CNGeGL Prot. n. 3163 del 20 marzo 2019 - "Diplomi di abilitazione all'esercizio delle Professioni" di dominio pubblico perchè pubblicata sul portale di categoria.

I geometri denunciano al MIUR e al MinGius la pratica -attuata da diversi ordini territoriali dei periti industriali negli ultimi tre anni- di ammettere all'esame di abilitazione di perito industriale edile diplomati di istituto tecnico per geometri (diplomati ante riforma Gelmini).

Ciò in virtù di un non meglio specificato parere legale da parte di chi non si sa e in base, soprattutto a quale criterio. Da qualche indiscrezione, al CNPI sosterrebbero che se è vera l'equazione: diploma di istituto tecnico tecnologico CAT = ammissione albo periti industriali o geometri, per la proprietà transitiva sarebbe valida anche la seguente: diploma geometra = ammissione albo periti industriali. Peccato che i geometri non la vedano allo stesso modo (il diploma di perito industriale edile per loro non vale per l'ammissione al loro albo!) e, sinceramente anche noi concordiamo con questa interpretazione in quanto se bastasse una "lettura legale" a sovvertire un ordinamento o una legge, in Italia ci ritroveremmo con l'esercizio caotico della legalità peggio di come in realtà già avvenga. La questione è proprio questa: per cambiare una legge ce ne vuole un'altra che la modifichi e nessuno è autorizzato a far da sè.

Cosa succederà ora?

Non lo sappiamo.

Chi si è iscritto all'albo dei periti industriali col diploma da geometra, a valle dei una accertata illegittimità, avrà certamente problemi, ma li avranno anche quelle commissioni degli esami di abilitazione che non hanno escluso questi soggetti in sede d’esame e pure quei presidenti degli ordini territoriali che hanno preso quest'ardimentosa iniziativa.

E poi? Una valanga di richieste risarcitorie dei danneggiati che gli ordini territoriali responsabili dovranno sborsare qualora tale pratica venga dichiarata illegale.

In conclusione...

Se la pratica venisse dichiarata illegittima, il CNPI avrebbe commesso una leggerezza iniqua e lesiva dell'immagine di categoria e i responsabili (consiglieri e legali) dovrebbero risarcire i danni arrecati personalmente senza attingere alle casse di categoria.

Se la pratica venisse dichiarata invece legittima, il CNPI ne uscirebbe comunque malconcio in quanto il tentativo di sottrarre soggetti ad altra categoria (in cambio di cosa, poi?) è indice di accaparramento di iscritti che non fa certo bene alla categoria intera.

Concludo con questo aneddoto. Mio padre era un perito industriale edile e se veniva chiamato "geometra" si inalberava non poco perchè sosteneva che le due figure erano ben diverse...   Ora che non c'è più posso solo immaginare il tono delle sue irripetibili imprecazioni al suono di questa incomprensibile vicenda prodotta e diretta dal nostro CNPI.

 

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